PRESTARE BENE ATTENZIONE.
iscritto: ciò serve ad escludere che un mago giovane o inesperto riesca a lanciare un incantesimo troppo potente per il suo livello, poiché, anche per leggerlo da una pergamena, l'apprendista deve possedere un certo bagaglio di conoscenze.
L'arte della scrittura permette di creare pergamene magiche. Coloro che diverranno grandi maestri riusciranno a trascrivere pergamene incantate.
Strumenti di lavoro
Calamaio e Pergamene : Uno scriba avrà sempre con se un calamaio ed una pergamena per scrivere.
Calamaio Speciale : Costruito da un maestro stagnino, in mano ad uno scriba permette di preparare le pergamene d'incanto usate nei rituali.
Non conoscendo il significato: é bene non copiare e eseguire, ciò che viene esposto in questa illustrazione.
Questa Pergamena viene esposta solo, a scopo illustrativo.
Questa è una pergamena in vero agnello, dove vi è tracciato un pentacolo di Venere, particolarmente efficace per avvicinare l’Amore in ogni senso, vanno rispettate delle regole seguendo i pianeti ecc… previste secondo l’antica ARTI ANTICHE.
Perché usare le Pergamene ?
Un modo più rapido e semplice di lanciare un incantesimo è quello di trascriverlo su di una pergamena, che il mago poi porta con sé e che può utilizzare in qualsiasi momento, senza bisogno di studiare l'incantesimo sul proprio libro. Le pergamene costituiscono una sorta di "riserva" di incantesimi, e vengono spesso usate dai più inesperti, per scongiurare il timore di non riuscire a ricordare un incantesimo troppo complesso al momento del lancio.
La produzione di una pergamena, comunque, dev'essere fatta con la medesima cura riservata alla trascrizione di un incantesimo sul libro, cioè rispettando alla perfezione le regole di calligrafia e pronunciando in maniera ineccepibile le sillabe che compongono le parole man mano che le si mettono per
Reagenti Comuni : Non dimentica mai una sacca con dentro i reagenti comuni di cui sono composte quasi tutte le pergamene che è in grado di creare.
Le pergamene vuote su cui scrivere gli incantesimi sono acquistabili dagli scriba ma possono anche essere fatte utilizzando il Tagliere per Pergamene (vedi la pagina dello Stagnino) sui Rotoli di Pergamena (vedi la pagina del Carpentiere). Con questo metodo si riuscirà ad avere uno stock di 10 pergamene vuote (blank scrolls) per ogni rotolo di pergamena usato. Tuttavia il tagliere può essere usato solo da scriba esperti, se il valore nell'abilità delle Arti Antiche è almeno 60.0.
Pergamene degli incantesimi
Per la preparazione di una pergamena magica sono necessari un calamaio con cui scrivere una pergamena vuota sui cui trasferire l'incantesimo i reagenti necessari per effettuare l'Arte Antica Lo scriba a questo punto, utilizzando il pennino, infonderà alla pergamena vuota la magia in base ai reagenti a disposizione nella sua sacca.
Terminata la creazione, la Arte Antica trasferita nella pergamena può essere lanciata in ogni momento da chiunque senza avere con sè i reagenti necessari per il cast. Se colui che pronuncia la pergamena avrà sufficienti capacità Arte Antica contenuta nella pergamena verrà lanciata. In ogni caso la scroll verrà distrutta nel cast.
Breve storia editoriale dei manuali
L'origine e la storia editoriale dei manuali di sono sempre - salvo rarissime eccezioni - difficili da ricostruire con precisione. I volumi che riportano incantesimi, formule rituali evocatori, a qualsialsi titolo giustificati, passano sempre attraverso complicate vicende di manipolazioni, trasuzioni sucessive in due o tre lingue diverse da originali sconosciuti, adattamenti a questa o quella prticolare dottrina occultistica da parte di chi redige i manoscritti o prepara le copie per la stampa.
Di conseguenza, nessun Grimorio può essere studiato dal consueto punto di vista della critica bibliografica, mancando assolutamente qualsiasi criterio atto a stabilire una cronologia dei manoscritti, o ad identificare le "fonti" principali del testo come ci è pervenuto.
I commentatori che hanno effettivamente rentato analisi scientifiche in questo senso, sono giunti in genere a risultati talmente incerti e contraddittori da non dare alcun affidamento.
Ad esempio, confrontando i rituali e gli incantesimi del Grimorium Verum, che presenteremo nelle pagine che seguono, con quelli della Chiave di Salomone, pubblicata nel primo volume di questa serie, si noteranno in più punti notevoli condordanze.
Ciò tuttavia non ci autorizza a concludere che siamo in presenza di un "rituale composito", messo insieme unendo brani di testi antecedenti: per quel che ne sappiamo, potrebbe essere vero il contrario, cioè che la Chiave presenti interpolazioni dal Grimorium Verum, e che questo sia la redazione ultima nella quale ci è giunto, fra modifiche sucessive, uno dei mitici "libri di Ermete" (5- Erano i libri nei quali, secondo una tradizione alessandrina, i sacerdoti egiziani avevano trascritto tutta la loro sapienza magica.
Anche qui, come sempre, siamo nel regno delle ipotesi ...
Secondo Clemente d'Alessandria, che descrive la processione sacra dei religiosi che recavano i volumi, questi erano in tutto quarantadue, divisi in sei sezioni di sette ciascuna: Rituali dei Templi, Astrologia, Educazione del clero, Medicina, Inni in onore degli Dei, e Istruzioni per Sovrani. Ermete Trismegisto (il "tre volte grande") è il mitico iniziatore della magia mediterranea.); oppure che entrambi i testi abbiano attinto da antichi rituali diffusi in forme diverse nei paesi del Mediterraneo (e questa è l'ipotesi che personalmente riteniamo corretta).
La forma più antica nella quale il Grimorium Verum ci è pervenuto è una traduzione francese, stampata probabilmente a Roma, secondo l'intestazione,da "Alibeck l'Egiziano, a Memphis, nel 1517". Questa data è inaccettabile: i caratteri tipografici usati ed il frasario, collocano la pubblicazione intorno alla metà del diciassettesimo secolo.
Artifici del genere sono frequenti, e non dipendono tanto dalla deliberata intenzione di ingannare il lettore, quanto dalla necessità di mettersi al sicuro da pericoli derivanti dalla pubblicazione di un libro di Magia Nera in tempi di persecuzione religiosa (e per di più, in questo caso, a Roma).
Questa necessità di nascondere data e località di stampa introduce spesso un ulteriore elemento di confusione nel già complicato problema della individuazione delle fonti dei Grimori.
Il libro appartiene a quella che, nel Medio Evo, viene definita Magia Nera, in quanto insegna al lettore come evocare e controllare entità soprannaturali esplicitamente identificate come demoni.
Un rituale (quello relativo all'evocazione di Lucifuge Rofocale, già visto nel Grand Grimoire) riguarda poi specificamente la cessione della propria anima al Diavolo in cambio della sua protezione.
Il Grimorio fornisce al mago tutte le istruzioni necessarie per la propria preparazione e consacrazione; spiega in dettaglio come si debbono fabbricare gli strumenti (coltello, lancetta, penna ecc.) e gli accessori (pergamena, inchiostro, profumi) indispensabili per i riti; descrive la cerimonia del sacrificio rituale allo spirito che si desidera evocare; fornisce descrizioni e particolarità degli spiriti stessi, i loro nomi, sigilli e poteri (assomigliando molto di più in ciò al Lemegeton di Salomone); cita infine tutta una serie di segreti magici e incantesimi, fra i quali le operazioni necessarie per assicurarsi l'aiuto degli "spiriti elementali".
Al paragone di altri volumi del genere, il Grimorium Verum è più semplice, contiene meno restrizioni per il mago e, soprattutto, parte dal punto di vista che chi lo legge non conosca nulla delle Arti Magiche: comincia quindi dagli inizi e fornisce tutti i dettagli.
Per questa ragione, probabilmente, il libro è stato negli ultimi due secoli il manuale "base" dei maghi in Europa, e se ne conoscono diverse edizioni, sia in francese - oltre quella datata 1517 - sia in italiano.
Molto ricercate dai cultori delle Scienze Occulte sono fra queste ultime quelle del 1868 e del 1880. Purtroppo, non sempre i testi collimano fra di loro (cosa del resto abbastanza normale in opere del genere).
La versione francese, inoltre, sembrerebbe stampata su di una copia incompleta: come potrebbero essere, ad esempio, le annotazioni tratte da un mago da un manoscritto integro.
Le versioni italiane sembrano invece compilate sulla base si un testo originale più ampio, non identificato.