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Le Arti Segrete: Antichi scritti

Le Arti Segrete: Antichi scritti - cartomante cartomanzia
In fondo alla pagina troverete un testo unico, nel suo genere in  pdf vi aiuterà meglio a capire

Il mistero dei Grimori - testi maledetti dalla storia

Fin dagli albori della storia la coscienza e la spiritualità umane sono state segnate da profondi ideali e da misteriose conoscenze. La sete insita nella nostra natura terrena ha cercato di tendere i propri sforzi verso la comprensione e la conquista di conoscenze superiori, di un nuovo potere ma soprattutto di un contatto con il divino e l'invisibile.
Fin dalle prime manifestazioni cultuali, figure come gli antichi stregoni e sciamani hanno cercato infatti di conseguire tale contatto tramite l'utilizzo di sostanze psicotrope o con il raggiungimento di stati modificati di coscienza che potessero permettere l'apertura della mente verso nuovi stati della realtà. Il fluire dei secoli diversificò e rese più complessi questi ideali trasformando quello che inizialmente era stata una avversione verso l'ignoto in uno strumento di crescita e di potere. Fu in questa logica evoluzione del pensiero esoterico e magico che già nel primo Medioevo nuovi fermenti culturali e cultuali iniziarono ad imporsi su dogmi e verità rivelate.
Proprio in tale frangente storico, sia che si consideri l'alto che il basso medioevo, l'evoluzione umana subì però un duro rallentamento causato principalmente da un maggiore fervore religioso ovvero da una dura repressione operata su tutto ciò che veniva ritenuto estraneo da "quanto era stato stabilito".
Allo stesso tempo la visione moderna di tale periodo ha portato ad una raffigurazione oltremodo negativa dello sviluppo della nostra storia umana ovvero a rappresentarlo come uno dei momenti più oscuri del nostro passato, in cui la crescita umana arrestò la propria corsa innescando altresì un processo culturale e sociale che avrebbe condotto l'uomo a manifestare oltremodo malvagità e ignoranza.
Questa visione stereotipata del Medioevo è stata però ampiamente superata da molte scoperte compiute negli ultimi decenni che in realtà ci dimostrano come questo momento storico abbia costituito una base fondamentale per i futuri progressi scientifici e culturali. E' indubbio che la maggior parte della popolazione versasse in condizioni disagevoli, se non addirittura ai limiti della sopravvivenza, ma allo stesso tempo esisteva una cerchia di individui, più o meno circoscritta, le cui disponibilità o la cui curiosità costituirono uno degli elementi trainanti del nostro attuale progresso. In questa epoca storica le volontà "purificarne!" dell'Inquisizione cattolica condussero a morte migliaia di vittime in tutto il continente europeo. Nell'ottica del tempo bastavano solo poche parole per poter accusare un individuo di collusioni o misfatti che non aveva mai compiuto.
La paura costituì un elemento dilagante tra coloro che svolsero ricerche eretiche (come sembra molto di moda dire oggi): scienziati, astronomi, medici ovvero tutte le classi del mondo scientifico divennero possibili vittime, o veri imputati, in processi per stregoneria o collusione con il demonio. Proprio per questi motivi gli studi esoterici medievali dovranno finire col connaturarsi come un filone occulto, un fiume sotterraneo, che sarà costretto a percorrere tutto questo periodo storico senza mai manifestarsi apertamente per pauradi conseguenze.
Ricordiamoci la fine che stava per subire lo stesso Galileo Galilei nel momento in cui, con le proprie teorie astronomiche rivoluzionarie, si pose in netto contrasto rispetto allo status qua culturale stabilito dalla religione cattolica. La paura di un sovvertimento dell'ordine culturale e scientifico costituito portarono altresì la stessa Chiesa a profondere ogni possibile sforzo teso ad attuare vere e proprie repressioni durante tutto questo periodo.
Nel fiume sotterraneo delle correnti esoteriche, la sete di conoscenza non fu però fermata da questa politica repressiva che dilagò nei confronti di tutto ciò che poteva risultare potenzialmente pericoloso o destabilizzane.
Fu proprio per tale motivo che gli studiosi delle scienze arcane iniziarono a rinchiudersi nelle proprie torri eburnee ma anche a muoversi, in ben rari casi, apertamente in pubblico e passando buona parte del loro tempo davanti ad alambicchi, antichi testi e strani rituali. Forse l'immaginazione moderna ha giocato molto, e forse troppo, sulla visione che potremmo avere di tali individui. La stessa cinematografia ci ha più volte presentato figure a limite tra la pazzia e l'ilarità. La storia però ci testimonia la presenza di individui, se non di intere famiglie, che dedicarono la propria esistenza alla ricerca di una conoscenza superiore o di un contatto con qualcosa di divino. In tale cursus honorum gli esoteristi ed i maghi iniziarono ben presto a codificare le proprie conoscenze o "scoperte" in 'testi sacri', ad uso e consumo di coloro che li avrebbero seguiti o ad imperitura memoria del percorso iniziatico intrapreso. Nel corso dei secoli erano state codificate varie forme e varie modalità per porre in essere rituali magici o esoterici.
Nelle epoche arcaiche la parola veniva utilizzata prevalentemente come mezzo di 'evocazione', ovvero come strumento fonico attraverso il quale invocare spiriti o risvegliare la propria coscienza. Nei secoli successivi, prevalentemente nel periodo tardo-medioevale, alla parola vennero affiancati simboli e gesti che resero inevitabilmente necessaria una codificazione scritta, ovvero la creazione di uno strumento che potesse preservarne la memoria e le finalità.
Sarà in questo contesto che verosimilmente inizieranno ad essere composti i primi Grimori. Questi testi circolarono sotto forma di manoscritti ed ogni esoterista fu tenuto a ricopiare e conservare con cura ogni grimorio. Sostanzialmente la funzione di questo particolare testo fu quella di raccogliere le diverse annotazioni che il mago esperiva durante i propri rituali o esperimenti.
L'etimologia della parola trae origine dal francese antico e nella sua accezione originaria viene fatta derivare dal termine gmmmaires, grammatica, ma successivamente trasformato in grimoires ovvero 'libro che contiene istruzioni di base , dunque una sorta di "manuale d'uso". La magia cerimoniale, evocata e finalizzata dall'esoterista, si riteneva potesse aprire quelle porte che si contrapponevano tra l'uomo ed il mondo superiore ovvero per richiamare quelle specifiche energie di cui i Grimori erano stati fatti depositar!.
Il grimorio costituiva una sorta di "libretto di istruzioni", quasi una check list per condurre le evocazioni ed i rituali in tutta sicurezza. Tali forze erano difatti distinte in teurgia per le evocazioni di magia bianca, definita anche angelica, e i goetid per le evocazioni di magia nera o diabolica. Il grande antropologo ottocentesco Sir James Frazer, nel suo classico Ramo d'Oro, fornisce una interpretazione di questi antichi testi sapienziali estremamente interessante ribadendo come «[...] la forma più antica di magia fosse basata sul suono, ad essa subentrò la parola ed infine l'oggetto*.
Il grimorio si trasforma così in una sorta di "custode della parola", in grado però di muovere e smuovere gli elementi della natura. IP termine grimorio costituisce un francesismo di relativamente recente importazione, giacché nel passato si era soliti infatti chiamare tali testi con l'appellativo più comune di Clavlcole (in latino Claviculae, letteralmente, "piccole chiavi'*); si ricordi a tale riguardo la ben nota Clavicola di Salomone, termine diminutivo che derivava la propria etimologia dal latino clavis, chiave. La ricerca di antichi grimori e di conoscenze perdute è forse uno dei più affascinanti leit motives della storia dell'umanità.
A tale genere di libri, a cui abbiamo ampiamente fatto riferimento, si affianca un'altra tipologia, soventemente misconosciuta e soprattutto relegata ad una nicchia di curiosi e spettatori dell'insolito.
Il 29 marzo del 1947 lo scrittore Lyon Sprague De Camp diede alle stampe un articolo (Cfr. Lyon Sprague De Camp, " The Untvritten Classics", pubblicato sulla rivista The Saturday Review ofLiterature del 29 Marzo 1947 e " Gli pseudobiblia nella letteratura fantastica", nel volume di Robert William Chambers, "re in giallo", Roma, Fanucci, 1975, pp. 7-28.) che avrebbe rivoluzionato il mondo letterario dell'insolito creando allo stesso tempo un neologismo che avrebbe costituito la nuova fonte di mistero all'interno del mondo esoterico e dei "classici mai scritti", ovvero gli pseudobiblia. Con tale termine De Camp volle comprendere "I libri perduti, i libri mai finiti, gli apocrifi e i libri epigrafici (cioè i testi falsamente attribuiti ad un determinato autore)" ovvero libri che non esistono e non sono mai esistiti realmente ma a cui la storia ha voluto riservare un posto.
 
In tale categoria, negli anni '70, i due saggisti e studiosi Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco introdussero quelli che sarebbero stati definiti come i "libri maledetti", ovvero quei libri "soffresti o messi al bando per il loro contenuto, i libri dimenticati, non riconosciuti o celati in altri libri". Nel 1986 lo studioso Domenico Camorrata, nel saggio "Gli Pseudobiblia di Chtulhu" (Cfr. "Glipseudobiblia nella letteratura fantastica", nel volume Robert William Chambers, lire ingiallo, Roma, Fanucci, 1975, pp. 7-28), suddivide questo genere letterario in quattro categorie :
libri che sono esistiti ma che oggi non esistono più (causa distruzione, perdita, etc.)
libri che non sono mai esistiti ma che potrebbero esistere (per una ricostruzione apocrifa a posteriori, per giochi di citazioni che potrebbero permetterci di ricostruire parzialmente o integralmente il testo, etc.)
libri che esistono, ma è come se non esistessero (causa irreperibilità, estrema rarità, censure, etc.)
libri che esisteranno ma che attualmente non esistono (poiché lavori in nuce, non attuali, non dati ancora alle stampe, work in progress, etc.)
Grimori e pseudobiblia si collocano oggi all'interno di un fermento culturale che per la sua maggior parte ha stravolto e alterato il suo vero significato originario.
Le antiche conoscenze ed i tipi di sapere preservati all'interno di questi primi testi costituirono una forma culturale ed una conoscenza mantenutasi, e sviluppatasi, nel corso dei secoli nella totale segretezza ovvero nella speranza di poter giungere a quei fini tanto agognati.
Per nostra fortuna tali testi si sono in parte preservati fino ai giorni odierni dimostrandoci oltremodo come gli esoteristi dovessero essere considerati a tutti gli effetti, nel senso lato del termine, degli scienziati ante litteram il cui fine non fu solo teso al contatto con il divino o al controllo del mondo terreno ma anche alla crescita interiore e allo sviluppo spirituale del singolo.
Proprio per tali motivi la Chiesa cattolica si trovò costretta a soffocare queste forme culturali alternative, movimenti ed idee che furono comunque in grado di risvegliare in tutta Europa l'animo e la sete di conoscenza di centinaia, se non migliaia, di individui, fungendo altresì da innegabili catalizzatori nello sviluppo delle scienze e del libero pensiero, al di là del condizionamento di ogni autorità politica e religiosa dominante. Concludiamo ricordando che il prossimo giugno sarà disponibile un nuovo testo, edito dalla Editoriale Olimpia, a firma Roberto Pinotti ed Enrico fiaccarmi che ripercorrerà seppur per sommi capi gli aspetti molteplici di questa Nostra sapienza segreta, ovvero di una inedita Storia esoterica d'Italia ignota ai più. Nel volume in questione si è altresì cercato di fare maggiore luce, e di rendere più coerenti, momenti ed aspetti del variegato mondo esoterico che ha dominato la nostra penisola in oltre quattro millenni di storia prendendo in considerazione anche quelli che furono prodotti della nostra cultura letteraria seppur a livello esoterico...
La Clavicula Salomonis

E' sicuramente il trattato magico più diffuso e conosciuto di tutta l'area mediterranea. La sua popolarità è dovuta anche al fatto che esso è un vero e proprio manuale pratico di magia che accompagna passo per passo l'aspirante mago: descrivere come preparare se stesso e gli strumenti per le operazioni di magia, quali formule impiegare, di quali simboli e sigilli munirsi per difesa, come conversare con gli spirirti evocati, ed infine cosa chiedere.
Le origini della Clavicula sono di certo molto antiche. Molte delle cerimonie e dei rituali descritti sono molto simili a quelli utilizzati dai, caldei, dai babilonesi e dagli ebrei. Tuttavia l'atrribuzione del testo al re Salomone è da considerarsi senza dubbio leggendaria.
La prima citazione storica certa della Clavicula risale allo storico ebreo Giuseppe Flavio, vissuto nel primo secolo d.C. Successivamente fu citato dallo storico bizantino Michele Psello, e poi ancora ne Le Grand Albert, attribuito ad Alberto Magno, in cui sono riportate delle formule attribuite ad un certo Aronne Isacco,mago di corte dell'imperatore di Bisanzio Manuele I Comneno, che le aveva tratte a sua volta da un testo antichissimo, che con tutta probabilità era proprio il testo che oggi va sotto il nome di Clavicula Salomonis.
Della Clavicula esistono, proprio per la sua grande diffusione, copie in differenti lingue, dal francese all'italiano, dal'inglese al tedesco. La maggior parte di questi manoscritti è custodita nel British Museum di Londra o nella Biblioteca dell'Arsenale a Parigi; altri invece fanno parte di collezioni private o di biblioteche sparse un pò in tutto il mondo. Per il suo carattere evocatorio e diabolico, la Clavicula venne proibita nel 1559 dall'Inquisizione come opera pericolosa. Nonostante questo, però, la prima copia stampata fece la sua apparizione a Roma nel 1629.
 
I più importanti e famosi testi di magia rituale, i manuali che ogni mago ed ogni strega di rispetto dovevano avere in casa, furono i Grimori (vedi nota 1), nome che significa "segno scritto", dei quali facevano uso i maghi più che le streghe; nacquero nel Medioevo e furono dapprima manoscritti, poi diffusi largamente nel Rinascimento con l'avvento della stampa. Li elenchiamo qui tutti insieme, anche quelli scritti in periodi successivi, che sono comunque rielaborazioni ed ampliamenti dei precedenti. 
Il più noto fra i Grimori ed uno dei tre attribuiti al biblico re Salomone è la Chiave Maggiore di Salomone, o Clavicula Salomonis; esso circolò liberamente fino al 1559, quando fu proibito dall'Inquisizione; ne furono fatte moltissime versioni con titoli diversi, spesso parziali e con aggiunte dovute alla fantasia dei vari compilatori. I riti che descrive hanno origini semitiche e babilonesi; si dice che sia stato portato a Roma dagli Gnostici.
 
Il problema della sua originalità, cioè se sia o no possibile attribuirlo al famoso re biblico, resterà insanabile; alcuni commentatori hanno stabilito che il contenuto diabolico è posteriore, un'aggiunta fatta nel Medioevo al materiale originale, che trattava solo di magia benefica ed operante con le forze divine. Lo storico Giuseppe Flavio cita un libro che circolava nei primi anni dell'era cristiana, attribuito proprio a Salomone, che serviva per evocare spiriti maligni ed aveva permesso al mago Eleazar l'Ebreo di esorcizzare i demoni alla presenza dell'imperatore Vespasiano. Il testo manoscritto più antico della Clavicula risale al XII-XIII secolo ed è conservato al British Museum di Londra, mentre la sua prima versione a stampa fu fatta a Roma nel 1629. Una copia conservata alla biblioteca dell'Arsenale a Parigi racconta che il Grimorio, destinato ad essere sepolto con il corpo di Salomone, venne invece sottratto e portato a Babilonia.
Il libro comincia con un avvertimento ai possessori, perché non diffondano ciò che vi è contenuto a coloro che sono indegni. Poi ci sono gli elenchi delle influenze dei pianeti sui riti magici, le ore ed i giorni migliori per compiere opere di magia. Seguono istruzioni per la preparazione dei paramenti magici da usarsi durante la cerimonia (tunica, calzari, corona) e sul come si fa il cerchio magico, indispensabile per proteggersi durante le evocazioni. Occorre che il mago si tuteli contro le possibili interferenze dei demoni recitando una speciale orazione.
A questo punto il mago è pronto per la formula evocatoria; gli spiriti evocati avranno forme straordinarie ed impressionanti, ma il mago non si perderà d'animo ed esporrà loro la sua richiesta, dopo di che gli spiriti verranno congedati ed il mago potrà uscire senza pericolo dal cerchio.
Per proteggersi e per convincere più prontamente gli spiriti l'operatore fabbricherà dei Pentacoli, figure magiche che incutono terrore ai demoni e li convincono ad obbedire al mago. Gli spiriti da evocare sono diversi a seconda delle richieste; la Clavicula riporta formule che permettono di portare alla luce tesori nascosti, separare gli amanti, annientare i nemici, conquistare l'amore, fare carriera, compiere incantesimi, volare magicamente, rendersi invisibili e conoscere cose nascoste.
Il secondo testo attribuito a Salomone fu il Lemegeton, o Chiave Minore di Salomone, esso riporta nella prefazione che il re Salomone aveva usato le sue formule per imprigionare i demoni in un'anfora di rame, che aveva poi buttato in mare; ma alcuni Babilonesi, trovata l'anfora e convinti che dentro vi fosse un tesoro, l'aprirono e misero i demoni in libertà, storia che ricorda molto il mito greco del vaso di Pandora. Del Lemegeton esistono pochissime copie a stampa; manoscritti sono conservati a Parigi e Londra. Il libro si compone di quattro parti: Goetia, Theurgia goetia, Ars paolina e Almadel, che tratta del modo di evocare gli spiriti angelici; a costoro si possono chiedere solo cose lecite, a seconda delle loro attribuzioni.
Il Grimorio elenca settantadue demoni, diciotto dei quali sono re, ventisei duchi, gli altri marchesi, presidenti e conti; quattro demoni hanno un titolo doppio. Bisogna fare molta attenzione ai titoli: la gerarchia infernale va seguita con scrupolo, perché i diavoli sono terribilmente snob e tengono moltissimo alle loro qualifiche. Il mago, segnato il circolo magico come nella Clavicula, disegnerà in più un triangolo fuori dal circolo, con nomi magici; altre figure magiche vanno tracciate all'interno del cerchio. Quando il mago è pronto, pronuncia la formula di evocazione e lo spirito compare all'interno del triangolo. Il mago mostra allo spirito un pentacolo e gli comanda di fare qualcosa; alla fine congeda lo spirito. Va ricordato che il congedo è molto importante per evitare al mago danni gravissimi. Gli spiriti appaiono sempre, perché il mago conosce il segreto dei loro sigilli.
Il terzo Grimorio salomonico è il Testamento di Salomone e risale a testi greci del primo-terzo secolo dopo Cristo; una tradizione recente lo attribuisce ad un certo rabbino Solomon, invece che a re Salomone. Il testo riporta la storia di Salomone, dalla costruzione del tempio di Gerusalemme alla sua caduta nel peccato. Narra che, mentre si stava costruendo il tempio, un giovane della sua corte fu perseguitato da uno spirito malvagio, Ornias, che aveva la brutta abitudine di derubarlo di metà della sua paga ed anche di metà del suo pranzo; il ragazzo chiese aiuto al re, che si recò nel tempio non ancora ultimato e chiese aiuto a sua volta al Signore degli Eserciti, che gli inviò l'arcangelo Michele con un prezioso dono: un anello magico per comandare agli spiriti. Salomone liberò il ragazzo, poi costrinse i demoni a lavorare nella fabbrica del tempio, compiendo scavi di notte senza bisogno di luci o di macchinari. A questo proposito esistono miniere antiche sulle rive del Mar Rosso, i cui cunicoli non recano segni di torce o di fuliggine: la leggenda dice che fu in queste miniere che Salomone mandò a lavorare i demoni. Nel Testamento non compare il circolo magico di protezione; basterebbe l'anello con il pentagramma per evocare gli spiriti senza pericolo. Gli spiriti che compaiono sono trentasei e sono spiriti dello zodiaco (trentasei decani).
Il Picatrix era il Grimorio più amato dai maghi medievali ed anche uno dei più temuti, al punto che fu sempre e solo manoscritto per secoli a causa della sua fama di pericolosità; ancora nel 1897 uno studioso esprimeva la speranza che un testo così terribile non fosse mai tradotto in alcuna lingua moderna e divulgato a tutti. La prima edizione a stampa si ebbe nel 1933 in Germania, nella versione integrale originale araba, Ghayat al-hakim (Il fine del saggio). La prima traduzione tedesca fu fatta nel 1962. Il Picatrix fu scritto in Spagna alla metà dell’XI secolo, da un compilatore che forse si chiamava, appunto, Picatrix, nome con il quale l’opera è sempre stata conosciuta. Fu definito il più completo manuale di magia, con indicazioni astrologiche per compiere operazioni nel momento migliore, spiegazioni su come fare i talismani ed altre immagini magiche, come invocare gli spiriti planetari dopo aver appreso le corrispondenze tra pianeti, segni, pietre, piante e animali; esso da sia istruzioni pratiche che fondamenti teorici sulla magia.
Il Grand Grimoire, scritto in francese, è considerato il testo di magia più importante per chi vuole stipulare patti con il diavolo; è attribuito ad Antonio del Rabbino, un veneziano che avrebbe preparato il libro copiando i testi autentici di re Salomone. Il manoscritto più antico che ci resta, conservato alla Biblioteca dell'Arsenale di Parigi, risale al 1402. E' diviso in due parti; nella prima c'è l'evocazione a Lucifuge Rocafocale, luogotenente delle schiere di Satana, nella seconda sono descritti i patti da fare con i demoni e ciò che si può ottenere dando in cambio l'anima. L'autore del Grimorio, consapevole che il baratto è tutto dalla parte del diavolo, non volendo cedere una preziosa anima per avere pochi anni di vantaggi, mette una serie di doppi sensi e di trappole, in modo che quelli che fingono di barattare la propria anima riescano a truffare poi i diavoli, tenendosi i vantaggi e l'anima; concluso il patto, essi devono recitare questa preghiera precauzionale: "Ispirami, grande Iddio, i sentimenti necessari per potermi sottrarre alle grinfie del demonio e di tutti gli spiriti maligni". Di questo Grimorio fu fatta anche una versione più tarda, il Dragon Rouge.
Il Grimorium verum presenta molte analogie con la Clavicula, ma è un libro ben distinto, anteriore al Grand Grimoire; una leggenda dice che deriva dai mitici libri di Ermete Trismegisto, uno studio filologico lo fa derivare da rituali in uso nell'area mediterranea. Ha una intestazione che lo dice pubblicato a Memfi, in Egitto, nel 1517, da Alibeck l'Egiziano. Si pensa che la data di pubblicazione sia invece attorno alla metà del 1600. Esso spiega come preparare se stessi e l'ambiente magico, come evocare gli spiriti ed infine dà un elenco di segreti magici per assicurarsi l'aiuto degli spiriti elementali e per divinare, vedere gli spiriti dell'aria, far comparire tre fanciulle nella propria stanza, ottenere oro, donne e distruggere i nemici.
Il Grimorio forse più spaventoso è il Necronomicon, che ha una storia del tutto diversa dagli altri, che vale la pena di raccontare. 
Non si sa con sicurezza se è davvero esistito; infatti alcuni critici sostengono che  il Grimorio è stato inventato di sana pianta da uno scrittore di racconti gotici, Lovecraft. Altri ne sostengono appassionatamente l'esistenza. Questi ultimi affermano che il suo titolo originale era Al Azif, che significa "suono degli esseri abominevoli che strisciano nella notte"; divenne poi Necronomicon, cioè "libro dei nomi dei morti", nella traduzione greca del bizantino Theodorus Philatelas, fatta nel 950 d. C. I
l suo autore era un poeta arabo folle, Abdul Alhazred, nato nello Yemen e vissuto a Damasco attorno al 730 d. C., che avrebbe trovato e rielaborato misteriosi e antichissimi testi. Considerato empio e blasfemo, il libro venne proibito alla sua prima apparizione in Oriente; anche in Occidente non ebbe miglior fortuna, dato che le sue versioni manoscritte furono spesso bruciate pubblicamente.
La cosa più curiosa è che il libro fu reso noto (per alcuni, costruito ad arte) da un autore di opere horror e fantascientifiche, Howard Phillips Lovecraft, che mise gli dei del Necronomicon in una serie di racconti gotici, i Miti di Cthulhu. Pare che avesse appreso questi dati dal padre Winfield, che era affiliato al tempio massonico di rito egiziano a Boston. Le ipotesi sul modo in cui la massoneria egizia, fondata da Cagliostro, sia riuscita ad avere questi testi, ci portano molto lontano, addirittura a Manetone, il sacerdote autore delle Storie egizie, che lavorava ad Heliopolis ed era un iniziato; avendo egli portato il suo libro alla biblioteca di Alessandria, avrebbe qui visto il Necronomicon, mostratogli dai confratelli che avevano accesso alla sezione magico-religiosa. Manetone ne avrebbe fatto una copia di nascosto, che sarebbe poi finita nelle mani di Cagliostro, secoli più tardi, e da lui sarebbe stata fatta circolare fra gli alti gradi della Massoneria. Tutti, comunque, erano convinti che gli orrori descritti nei racconti fossero un parto della fantasia di Lovecraft, finché nel 1978 l'archeologo David Turner non scoprì dei frammenti originali del libro, che fu poi pubblicato. E ancora adesso i dubbi sulla sua reale esistenza rimangono.
Aptocalter è il nome di un manoscritto, detto "libro di potenza", trovato nel 1700, ma risalente circa all'anno mille, probabile traduzione di un originale arabo. Si pensa che il nome derivi da Abd-al-Kadir, che significa "servo dell'Onnipotente". Viene presentato come il libro dei segreti cabalistici del mago di Adrianopoli; riporta quadrati magici per varie operazioni. Ad esempio, per viaggiare magicamente da un posto all'altro, occorre scrivere il nome del genio Ampharol, tracciandolo in questo modo, così da formare un quadrato.
 
A M Ph A
R O L A
M Ph A R
O L A M
 
Cinque giorni dopo la luna piena si prendono cinque pietre, ciascuna tolta da un posto in cui non batte mai il sole; ci si reca in un luogo in cui soffiano venti impetuosi e si chiama il genio con i nomi scritti nel quadrato, cioè Ampha, Rola, Mphar e Olam; il genio verrà, portando un sacco che contiene l'anello dei viaggi. Al genio spetta il titolo di Emiro e così lo si deve rispettosamente chiamare; egli darà al mago l'anello, che dovrà essere tenuto in un sacchetto di pura lana e strofinato col mercurio ogni trenta giorni. Ci sono quadrati per sconfiggere i nemici, per provocare tempeste, per far nascere l'amore fra due persone, per proteggersi dagli spiriti e per risolvere molte altre contingenze della vita.
Il Grimorio di papa Onorio è uno dei più recenti; il materiale risale al 1500, ma fu pubblicato solo nel 1629 in latino. Fu il più aspramente combattuto dalla Chiesa in parte per i sacrifici di sangue che consigliava, in parte perché mescolava elementi cristiani ad elementi di magia nera, connubio ritenuto particolarmente pericoloso e blasfemo; inoltre coinvolgeva direttamente lo stesso erede di Pietro.
L'intestazione dà al Grimorio la forma di una bolla papale, emessa da Onorio III il Grande, che cominciò il suo pontificato nel 1216, succedendo a Innocenzo III. In realtà quel papa non fu affatto dedito alla magia; semmai è ricordato come un pontefice piuttosto debole, incapace di lottare contro l'impero; è invece probabile che si riferisca ad Onorio II, l'antipapa, che fu nominato nel 1061.
Dopo le solite indicazioni per la preparazione dell'evocatore, cioè digiuno, applicazione costante, preparazione del luogo, ecc, si è pronti per la Grande Invocazione agli spiriti. La differenza di questo Grimorio rispetto ai precedenti è che gli spiriti evocati non sono genericamente demoni che nulla hanno a che vedere col Satana del Vangelo, ma specificamente gli angeli ribelli al volere di Dio. Un cattolico moderno troverà almeno sconcertante l'uso dei Salmi, di parti dei Vangeli e di invocazioni a Gesù Cristo ed alla Madonna usate per chiamare i diavoli. La Chiesa dell'epoca deve aver trovato la cosa blasfema in modo ripugnante e si è preoccupata di distruggere più copie possibile dei manoscritti dell'opera. Nei secoli seguenti circolarono molti falsi di questo Grimorio, stampati apposta per non far conoscere le formule esatte. Il testo più antico tra gli originali sopravvissuti è datato 1670.
Ci sono poi alcuni Grimori di minore importanza. L'Heptameron fu attribuito a Pietro d'Abano, che morì nel 1318; in realtà fu scritto circa due secoli più tardi, in latino, probabilmente come appendice al Libro del comando, il falso quarto libro della Filosofia occulta di Cornelio Agrippa, che fu un'aggiunta spuria al libro scritta dopo la morte del suo autore; esso insegna come evocare gli spiriti maligni facendo un ritratto di ciascuno col nome, il rango, la firma, il sigillo; spiega poi come costruire i pentacoli per ciascuno degli spiriti da evocare. L'Heptameron contiene invece invocazioni agli spiriti dell'aria e dei giorni della settimana.
Il Libro di san Cipriano afferma di risalire ai primi secoli dopo Cristo, ma è un falso molto posteriore, costituito da alcune parti prese dalla Clavicola di Salomone; la leggenda dice che era stato dato da Lucifero in persona al suo discepolo prediletto, il mago Cipriano, poi convertitosi al cristianesimo e diventato santo; il libro sarebbe poi stato trovato nel 1001 dal monaco medievale Giona Sulfurino nella biblioteca del convento di Brocken, sulle montagne dello Harz.
L'Arbatel fu pubblicato in latino a Basilea nel 1575; serviva ad evocare i sette spiriti olimpici dei pianeti, nell'ora e nel giorno più adatti, con le essenze profumate da bruciare per attirare gli spiriti; una formula consentiva l'apparizione dello spirito davanti al mago.
Il Gallo Nero risale alla fine del 1700, anche se esistono documenti che lo datano attorno al 1690; fu pubblicato in Egitto ed era molto usato nei rituali di magia nera nel secolo scorso.
La Sacra Magia di Abramelin è un Grimorio derivato dall'Aptocalter. Era opera di un certo Antonio da Praga, ucciso misteriosamente dai demoni da lui stesso evocati; nell'introduzione si afferma che il libro è stato tramandato da Abraham l'Ebreo, discepolo di Abramelin, a suo figlio Lamech. Una copia manoscritta, conservata alla Biblioteca dell'Arsenale di Parigi, è datata 1458, ma è un falso, perchè il testo risale alla fine del 1600. E' diventato noto quando Mac Gregor Mathers, alla fine del secolo scorso, l'ha tradotto e pubblicato, togliendo però tutte le parti che riportavano evocazioni diaboliche, che egli disapprovava.
Il Magus comparve a Londra all'inizio dell'Ottocento; molto più ricco dei Grimori classici, si presentava quasi come una piccola enciclopedia dell'occulto, divisa in branche diverse. Scritto da Francis Barrett nel 1801, era una raccolta non originale, ma molto organica e chiarissima nelle spiegazioni, del materiale magico contenuto in tutti i Grimori precedenti. Era diviso in due parti: la prima trattava di magia naturale, alchimia e talismani; la seconda di cabala, magnetismo, magia cerimoniale, teurgia e necromanzia. Barrett era un farmacista alcolizzato, che si dilettava di alchimia e di magia; nel suo libro ritrasse dei demoni e si guadagnò grande fama quando l'occultista Montague Summers affermò che i ritratti erano stati fatti dal vivo, con davanti i demoni evocati a fare da modelli. L'opera ebbe il merito di far rinascere l'interesse per la magia e per gli studi occultistici.
Il Piccolo ed il Grande Alberto, databili attorno al 1100, sono Grimori molto specifici, perché indirizzati solo all'estetica ed all'amore; riportano formule per trovare l'anima gemella, per restare incinte, per non restarlo, per potenziare le capacità amatorie fino a rendersi irresistibili; per ridare ad una fanciulla la perduta verginità e ad un vecchio il perduto vigore; per diventare più belli, conservare a lungo un aspetto giovanile, eliminare i peli superflui, ingrandire un seno scarso, rimpicciolirne uno eccessivo, togliere le rughe, mantenere la pelle morbida e gli occhi lucenti, l'alito profumato ed i capelli folti. Sono corredati da un'appendice, che riporta i segreti di bellezza della regina Cleopatra ed i consigli dei saggi dell'Harem del Marocco per una buona intesa sentimentale e sessuale. Chi crede che i libri con i consigli per restare in forma siano stati inventati dalle dive di Hollywood, sbaglia di grosso.
 
Claudio

Il vero libro della Magia Seconda Parte
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09/01/2012 20:00 commenti (0)