Occorre davvero un Esorcista ? :
“ NOI Non possiamo, praticare l'Esorcismo SOLO LA CHIESA E I LAICI NOMINATI POSSONO PRATICARLO "
"…Giovanni prese la parola dicendo: - Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci. Ma Gesù gli rispose: - Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi" (Lc. 9,49 seg.) "I settantadue (discepoli) tornarono pieni di gioia dicendo: - Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome" (Lc. 10,17), ma la questione è ininfluente in quanto la preghiera del Rosario intero rappresenta la più potente arma per ottenere la liberazione dai demoni. A tale orazione poi conviene far seguire qualche preghiera di liberazione e qualche salmo specifico. Tuttavia l'esorcismo (se ben esercitato!) rimane un importante sostegno per i posseduti ed i loro familiari ed un diritto evangelico per quanti ritengono d'aver bisogno anche dell'aiuto di un sacerdote incaricato. Diritto che trova un limite invalicabile solo nella mancata conversione/collaborazione da parte dell'interessato. In tal caso l'esorcista ha tutto il diritto di rifiutarsi di esercitarlo fintantoché il posseduto non inizi a collaborare con la preghiera personale e l'accostamento ai sacramenti per ottenere la liberazione.
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Molti si arrogano, l’Esclusiva del potere Divino, intanto il Potere Divino appartiene soltanto al Signore, ( Se mai chi Opera può essere un semplice Servitore ... ) inoltre non esiste esclusiva su chi deve o non deve Operare nel nome del Signore, Così è detto Così sia fatto.
La parola viene usata in due accezioni diverse
di Andrea Massaroni
Maggio 2006
Il termine latino Laicu(m) è adottato dalla Chiesa (Tertulliano) per indicare ciò che era “proprio del popolo” (in greco laìkòs); nel VI secolo, in latino tardo si trova anche l’aggettivo laicale(m). Gli altri usi del termine sono molto più recenti. E’ del secondo Ottocento, ad esempio in Giuseppe Carducci, l’uso di laicismo come “atteggiamento ideologico di chi sostiene l’indipendenza del pensiero e dell’azione politica dei cittadini dall’autorità ecclesiastica”.
L’uso del concetto di laicità nasce in un mondo nel quale l’autorità è tout court autorità legittimata religiosamente. Nell’Europa che abbandona il paganesimo la legittimità religiosa si trova solo a Roma. Dunque è un mondo che, pur non essendo composto esclusivamente da Cristiani, è però rappresentato così dalle autorità politico-religiose.
In quel contesto, il laico è il fedele che non ha autorità ecclesiastica. Questi laici sono descritti come credenti e non si pone sostanziale distinzione tra l’essere membri della collettività pubblica e l’essere credenti. Gli altri, ad esempio gli Ebrei, sono semplicemente fuori della rappresentazione, personaggi fuori schermo. In molte circostanze, il non aderire alla Verità ufficiale o ai precetti che se ne sono fatti seguire comporta la violenza, la tortura e la morte.
Ma il tema della laicità, come autonomia dell’agire pubblico dall’autorità ecclesiastica, si affaccia davvero alla storia al momento di affermare il superamento del potere assoluto e dell’autorità espressa in forma paternalistica, quella forma paternalistica della quale è ancora pregna la cultura cattolica romana. L’autorità del padre si impone, ci precede e non sente il bisogno di giustificare l’arbitrio delle sue imposizioni.
C’è uno sbilanciamento ontologico tra chi guida e chi segue. In questo sbilanciamento gioca un ruolo fondamentale l’autorità ermeneutica: il vertice è interprete della Verità. Gli altri devono uniformarsi.
E’ a seguito della Rivoluzione francese che, di riflesso, arriva in Italia un’aspirazione all’emancipazione laica. E’ spesso connotata di anticlericalismo, proprio perché condividono uno medesimo avversario. Tuttavia la laicità non coincide con l’ateismo o il rifiuto della religione.
Il laicismo è arrivato assieme a quel pacchetto di concetti ed idee che fanno parte della creazione degli Stati moderni. Nei dizionari del primo Novecento “Laicizzazione” coincide con l’atto del rendere laico, cioè non confessionale”.
Dalla prospettiva della chiesa cattolica, chi sono i Laici oggi?
Nel documento conciliare Lumen Gentium, n° 31 (21-11-1964) si dice: " Col nome di laici si intendono qui tutti i fedeli a esclusione dei membri dell’ordine sacro e dello stato religioso sancito nella Chiesa,...L’indole secolare è propria e peculiare dei laici...Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (LG.,31).
Dunque due accezioni diverse della parola “laico” sono ancora attive ed operanti: una concepita in un universo cattolico-cristiano, designante il gregge che va nel mondo sotto l’autorità e la guida del Pastore; un’altra che risponde ad un mondo dalle molteplici identità culturali, religiose e sociali e che affida le istituzioni pubbliche alla perfettibilità del dialogo, della scienza e della ragione. La consapevolezza di questa perfettibilità - dunque dei limiti di ogni interpretazione - impone la rinuncia ad una determinata Verità indiscutibile e l’adozione - questa sì, indefettibile - di metodi e forme di organizzazione pubblica che tutelino il dialogo delle diverse posizioni e i diritti individuali dall’ingerenza della sfera pubblica.
‘ Nel nome mio scaccerete i Dèmoni ’ - Monsignor Andrea Gemma: “ Non solo i sacerdoti delegati dal Vescovo ma anche i laici possono effettuare preghiere di liberazione e veri e propri esorcismi ”
di Gianluca Barile
CITTA’ DEL VATICANO - I laici possono recitare preghiere di liberazione e veri e propri esorcismi nei confronti di persone vessate, infestate, ossessionate o possedute da Satana e dagli Spiriti infernali? La domanda è d’obbligo in un’epoca in cui all’interno stesso della Chiesa si crede sempre meno nell’azione ‘perversa e pervertitricé (parole del servo di Dio Paolo VI) del Demonio, tanto che i Vescovi, per primi, negano l’esistenza del ‘padre della menzogna e difficilmente conferiscono il mandato di esorcista ai sacerdoti delle proprie Diocesi. Risultato: le vittime del Maligno sono costrette ad affrontare disperati viaggi della speranza alla ricerca di un prete autorizzato dal proprio Ordinario che li possa liberare. Quella del sacerdote esorcista resta la prima scelta, ma come spiega in esclusiva a ‘ Petrus ’ il Vescovo emerito di Isernia-Venafro, Monsignor Andrea Gemma, tra i più grandi e famosi esorcisti d’Europa, anche i laici possono, anzi devono, esorcizzare i fratelli perseguitati da Satana e dai suoi angeli decaduti. E’ totalmente priva di fondamento, dunque, l’interpretazione delle normative vigenti secondo cui solo ai sacerdoti, e per giunta esclusivamente a quelli delegati dal Vescovo, sarebbe concesso praticare esorcismi. Invece, se fatti con timore di Dio e in nome di Cristo, invocando l’intercessione della Madonna e dei Santi che in vita hanno maggiormente lottato con il Demonio, gli esorcismi e le preghiere di liberazione sono allo stesso modo efficaci pur se recitati da 'semplici' laici. “Noto intanto con soddisfazione - dice Monsignor Gemma - che l’argomento suscita fortunatamente nuovo interesse anche tra il popolo di Dio, nonostante la carenza della predicazione. Posso assicurare che questo fatto dà fastidio al Maligno, il quale amerebbe molto più rimanere e operare nell’ombra. Venendo alla domanda se i laici possano o meno esorcizzare, si deve rispondere certamente in maniera affermativa, tenendo presente quanto è scritto nel Vangelo. Quando Gesù invia i settantadue discepoli (cf Mt 10, 1 ss) - si noti, non solo gli Apostoli -, i discepoli al ritorno dicono al Maestro: ‘Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome (Mt 10, 17). Gesù, poi, prosegue con la celebre affermazione che costituisce una vivida luce sulla demonologia: ‘Vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore (ib 10, 18). Tutti i battezzati, dunque, sono ‘esorcisti’; io stesso ho ricevuto pubblicamente il ministero di esorcista quando ero un semplice laico. Naturalmente, la prudenza della Chiesa ha voluto disciplinare l’esercizio di questo ministero secondo l’attuale vigente normativa, ma ciò non toglie che anche i laici possano pregare su una persona per la sua liberazione dagli spiriti infernali”. Ma allora, quando la Chiesa sottolinea che solo il sacerdote autorizzato dal Vescovo può esorcizzare, cosa intende? Puntuale arriva il chiarimento di Monsignor Gemma: “Secondo la vigente normativa solo il presbitero delegato dal Vescovo può pubblicamente - sottolineo, pubblicamente - compiere gli esorcismi ed attuare gesti come l’imposizione della stola, delle mani, l’aspersione dell’acqua benedetta, l’unzione con gli olii sacri -, ma in privato - cioè nel chiuso di una stanza e non davanti alle folle - ogni battezzato, come detto, può, e deve, ordinare al Demonio di lasciare in pace un fratello disturbato”. Accennavamo, prima, ai viaggi della speranza che, in particolare in Europa, tanti fedeli devono effettuare alla ricerca di un esorcista, considerato che spesso nelle proprie Diocesi non ve ne sono. Negli ultimi anni, molti esorcisti, laici e religiosi, per andare incontro alle esigenze delle vittime del Maligno, hanno iniziato ad esorcizzare anche al telefono. Per Monsignor Gemma si tratta di un metodo validissimo. “La mia esperienza quotidiana - afferma, infatti, il prelato - mi dice che l’esorcismo fatto per via telefonica è immediatamente efficace, come risulta dalle reazioni dall’altra parte del filo. Del resto, per chi è spirito la distanza locale non conta; conta la forza della preghiera e l’esorcismo, come ripeto sempre, non è nient’altro che una preghiera fatta nel nome di Cristo e della Chiesa. Il demonio si può quindi combattere anche a distanza. Si pensi che il grande Pio XII esorcizzò Hitler direttamente dal Vaticano, anche se, purtroppo, in quel caso, senza effetto”. Molti laici, tra cui la gran parte ‘carismatici’, si frenano nel portare avanti il ministero della liberazione con il timore di trasgredire ad una norma della Chiesa e di cadere in peccato. Un’altra leggenda che Monsignor Gemma tiene a sfatare. “Se tutto avviene in privato, le preghiere di liberazione e anche l’esorcismo imperativo - quello in latino di Leone XIII può essere un ottimo esempio - non costituisce alcun peccato. È, anzi, un atto di carità fraterna, di cui posso testimoniare personalmente l’efficacia”.
Un atto di carità che non necessita assolutamente dell’approvazione o del mandato del Vescovo diocesano. “Come ho già detto - sottolinea Monsignor Gemma -, non c’è bisogno di alcuna autorizzazione: tutto proviene dalla forza del Battesimo ricevuto e, quindi, dall’ontologica appartenenza al Corpo mistico di Cristo”. Eppure, nei confronti dei laici impegnati nel ministero della liberazione, c’è scetticismo da parte di alcuni esorcisti di provincia che, forse gelosi di una prerogativa che pensano sia soltanto loro, invitano i posseduti dagli spiriti infernali a non fidarsi di chi non è un sacerdote. “Questi esorcisti sbagliano a comportarsi così. Si può dire che, in parte, quest’atmosfera è ingiustamente derivata dalla prudenza che la Chiesa ha sempre dimostrato in una materia tanto delicata. Nella vita dei Santi, tuttavia, queste precauzioni e questo timore - penso ad esempio a Santa Gemma Galgani - non hanno avuto ragione di essere. Questi Santi, a cui il Maligno appariva talvolta addirittura in forme umane o angeliche, ordinavano a Satana di abbandonare la sua morsa, e siccome lo facevano in nome di Cristo, lui era costretto a obbedire e ad andarsene. Sono convinto che proprio l’ignoranza della vita dei Santi costituisce la ragione di tanto diffusa diffidenza e di tanto eccessiva precauzione verso i laici”. L’esorcismo che unanimemente risulta essere quello più efficace è, senza ombra di dubbio, quello in latino di Leone XIII. Monsignor Gemma ha già spiegato che si può impiegare tranquillamente anche da parte dei laici per ottenere la liberazione di persone possedute dal Demonio. Ma non solo. I laici possono utilizzare tranquillamente le stesse formule dei sacerdoti esorcisti. “Basta aprire il Rituale in vigore, che nella sua seconda parte offre una grande varietà di formule; se non sono immodesto - aggiunge Monsignor Gemma - posso rimandare al mio volume ‘ Il Signore ti libererà ’ (ed. Dehoniane)”. Accertato che un laico ha la stessa facoltà di un sacerdote delegato dal Vescovo, sia pure in privato e non pubblicamente, cioè nel chiuso di una stanza e non davanti all’assemblea dei fedeli, di ordinare a Satana e ai suoi angeli decaduti di lasciare il corpo (o la casa o l’ufficio) di una persona, i poveri posseduti come possono distinguere una persona seriamente impegnata nel ministero della liberazione da qualche mago o stregone che dice di esorcizzare solo per denaro o fanatismo? “Io credo che il posseduto -evidenzia Monsignor Gemma -, specie se è in balìa del Maligno, sappia distinguere immediatamente il vero dal falso esorcista. L’auspicio è che la Chiesa esorti sempre più i laici ad adoperarsi per i fratelli e le sorelle vittime del Maligno. Monsignor Gemma sottoscrive: “I laici dopo, quello che abbiamo detto, possono supplire, ma solo in qualche modo, alla carenza di esorcisti; possono farlo privatamente, come ho spiegato abbondantemente, o riunirsi in gruppi di preghiera con o senza la presidenza di un ministro sacro - in quest’ultimo caso evitando di compiere pubblicamente gesti rituali, perché ribadisco che ciò si può fare in privato ma non davanti all’assemblea dei fedeli - proprio allo scopo di aiutare qualche fratello disturbato dal Maligno”.*
* A questa dichiarazione, mi permetto di aggiungere la mia esperienza :
Non sapremo mai se Satana esiste veramente, le persone Spirituali che i vari Pseudo Esorcisti incontrano, possono essere soltanto Spiriti che manifestano nel loro modo, il desiderio di essere Aiutati o Accompagnati perché sostanzialmente quello è il loro modo di comunicare.
Non conoscere queste differenze, spesso li mette in condizione di fare Ulteriori Danni alla Persona e allo Spirito Bisognoso.